Rassegna stampa - beni confiscati -
Indice degli articoli pubblicati nell' anno 2007
| 30 giugno | LEGALITA', MAGLIOCCA E LA GIUNTA IN PRIMA FILA |
| 01 luglio | LIBERA E IL COMITATO DON DIANA ALLA RACCOLTA DELLE... |
| 06 ottobre | BENI CONFISCATI, AL VIA IL RESTYLING |
| 28 novembre | ICARO: LA DISCARICA DANNEGGIA ANCHE NOI |
| 04 dicembre | LA BEFFA DEL DETENUTO-TRATTORISTA, IL CASO RIFIUTI... |
| 07 dicembre | LA CAMORRA RINGRAZIA |
Indice degli articoli pubblicati nell' anno 2008
| 28 gennaio | PARTONO I LAVORI SUL BENE CONFISCATO AL CLAN MOCCIA |
| 05 febbraio | IL CONSORZIO ICARO RENDE PUBBLICA LA DOCUMENTAZ... |
| 08 febbraio | BENI CONFISCATI, AL VIA IL RESTYLING |
| 08 febbraio | UN CAMPO DI PESCHE SULLA TERRA CONFISCATA A LIGATO |
| 09 febbraio | INIZIATO IL RECUPERO DEL PESCHETO CONFISCATO A... |
Legalità, Magliocca e la giunta in prima fila
Pubblicato sul quotidiano "Corriere di Caserta", dell' 30 giugno 2007.
Grande partecipazione ieri a Pignataro Maggiore per la giornata della legalità che si è svolta sui terreni confiscati alla famiglia Ligato ed ubicati in via "Del Conte". Ad organizzare la raccolta delle pesche, nate sugli alberi confiscati alla malavita organizzata, con la partecipazione dei volontari appartenenti alle associazioni locali, sono stati il Consorzio di Cooperative Sociali "Icaro" ed il Coordinamento Provinciale di "Libera", Associazioni nomi e numeri contro le mafie, nata con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, presieduta da Don Luigi Ciotti.
Verso le ore 17.30, una carovana di macchine e furgoncini, scortate dalle forze dell'ordine è giunta in via "Del Conte", dove poco dopo è iniziata la raccolta dei frutti che saranno donati ai centri di assistenza della provincia di Caserta. Erano presenti, tra gli altri, il Sindaco di Pignataro Maggiore, l'avvocato Giorgio Magliocca, l'Assessore Comunale alla Legalità ed ai Beni Confiscati, Giovanni Magliocca ed il Consigliere comunale delegato alle Politiche Giovanili, Baldassarre Borrelli. Ed ancora, erano presenti: Valerio Taglione, referente provinciale di Libera e portavoce del comitato ''Don Peppe Diana"; Mauro Baldascino, coordinatore dell'Osservatorio provinciale sui beni confiscati; Antimo De Angelis, Responsabile dei progetti attuati sui beni confiscati dal Consorzio di Cooperative Sociali "Icaro", "I beni recuperati alla camorra danno i loro frutti e sono di tutti", questo è stato il messaggio simbolico che il Comune di Pignataro Maggiore ed il consorzio Icaro, hanno voluto lanciare con l'iniziativa che si è svolta ieri pomeriggio sui terreni confiscati nei pressi dell'ex villa bunker di Ligato. Volonatari, associazioni, cooperative sociali e amministratori si sono dati appuntamento per la raccolta speciale, quella delle pesche, ormai mature, del frutteto che appartenne al boss del clan nuvoletta. "Il Comune ci ha consegnato i terreni recentemente - afferma il presidente del consorzio Icaro Gabriele Capitelli - ed insieme all'amministrazione abbiamo deciso di raccogliere le pesche e consegnarle alle associazioni, alle organizzazioni sociali, alla cittadinanza tutta, per segnalare che le terre recuperate alla camorra sono un bene comune di cui la comunità locale si deve riappropriare".
I terreni, di circa 3 ettari, sono stati assegnati al consorzio di cooperative sociali Icaro, insieme alla vicina villa bunker, che fu dei camorrista Raffaele Ligato. Un fabbricato di più piani con piscina, sito a Pignataro in località Del Conte, che prima di essere lasciato dagli occupanti venne notevolmente vandalizzato. Sugli immobili sarà realizzata una "Casa di Accoglienza" per utenti dimessi dall'ospedale psichiatrico Giudiziario di Aversa, abili in attività rurale da impiegare sul fondo agricolo. L'ufficio Tecnico del comune di Pignataro Maggiore ha provveduto a stimare i lavori per la ristrutturazione e l'adeguamento dell'immobile e, insieme al consorzio, ha presentato il progetto alla Regione Campania, Assessorato alla Sicurezza, per la richiesta di contributi ai sensi della L.R. n°23/03, che finanzia la ristrutturazione di beni confiscali alla camorra.
Da far rilevare che, una grossa quantità di pesche, erano già state raccolte, ed i volontari, oltre trenta, tra cui, quelli del Nucleo Comunale di Protezione Civile, hanno potuto riempire cinque cassette. Tutti i presenti, erano scortati dal personale delle forze dell'ordine, presente sul posto, ed in particolare, la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Polizia Municipale, con in testa il Capitano Albertom Parente.
Ad oggi i beni confiscati alla criminalità organizzata ubicati sul territorio comunale di Pignataro Maggiore, oltre ad essere affidati al Consorzio di Cooperative Sociali "Icaro", sono affidati anche all'Associazione Acli Terra Campania per la Legalità, presieduta da Gaetano Manna. Entrambi i sodalizi, come si evince anche dagli atti della Prefettura di Caserta, ed in particolare da quelli dell'Area II, di cui è responsabile il vice Prefetto, il Dottor Gerlando lorio, stanno attuando, con degli ottimi risultati, il riuso sociale de beni confiscati.
Libera e il comitato Don Peppe Diana alla raccolta delle pesche mature nei terreni confiscati alla camorra
Pubblicato sul quotidiano "Corriere di Caserta", dell' 1 luglio 2007.
Grande partecipazione venerdì alla raccolta delle pesche nei terreni confiscati alla camorra. L'associazione Libera e il Comitato Don Diana hanno preso parte all'iniziativa ed hanno avviato la raccolta e distribuzione delle pesche, organizzate dal Comune di Pignataro Maggiore ed il consorzio Icaro, sui terreni confiscati nei pressi dell'ex villa bunker di Ligato. L'invito fatto a volontari, associazioni, cooperative sociali e amministratori all'appuntamento per una raccolta speciale, quella delle pesche, ormai mature, del frutteto che appartenne al boss del clan Nuvoletta, ha dato i suoi frutti. "Il Comune ci ha consegnato i terreni recentemente - afferma il presidente del consorzio Icaro Gabriele Capitelli - ed insieme all'Aniministrazione abbiamo deciso di raccogliere le pesche e consegnarlealle associazioni, alle organizzazioni sociali, alla cittadinanza tutta, per segnalare che le terre recuperate alla camorra sono un bene comune, di cui la comunità locale si deve riappropriare". I terreni, di circa 3 ettari, sono stati assegnati al consorzio di cooperative sociali Icaro, insieme alla vicina villa bunker, che fu del camorrista Raffaele Ligato. Un fabbricato di più piani con piscina, sito a Pignataro in località Conte, che prima di essere lasciato dagli occupanti venne notevolmente vandalizzato. Sugli immobili sarà realizzata una "Casa di Accoglienza" per utenti dimessi dall'ospedale psichiatrico Giudiziario di Aversa, abili in attività rurale da impiegare sul fondo agricolo.
Beni confiscati, al via il restyling
Pubblicato sul quotidiano "Corriere di Caserta ", del 06 ottobre 2007.
Prosegue l'impegno dell'amministrazione comunale di Pignataro Maggiore targata Giorgio Magliocca per rendere produttivi in positivo tutti quei terreni confiscati alla camorra che popolano il territorio. A tale proposito ieri si è svolto presso la sede di Icaro di Santa Maria Capua Vatere ove hanno presenziato i rappresentanti del Comitato Don Peppe Diana; Il rappresentante di Libera; Il dottore Paglione; il dottore Mauro Baldascino; l'assessore alla sicurezza di Pignataro Maggiore Giovanni MAgliocca; il responsabile dell'Asl Ce2 Peppe Nese; il referente del consorzio Icaro Mariagrazia Gaudiano, la dottoressa Pierpaola Pagano insieme al presidente della cooperativa Aria Nova Antimo De Angelis e il presidente del consorzio di cooperative sociali Icaro, Gabriele Capitelli.
L'ordine del giorno era quello di dare vita aad un incontro operativo sui beni confiscati alla camorra presenti a Pignataro Maggiore in base al proggetto Aria Nova. Il tutto si è discusso in base alla progettazione di un'iniziativa di carattere sociale che vede la realizzazione della cosiddetta Fattoria Sociale in cui convergono interventi di natura economica e finanziaria da parte della Regione Campania e precisamente dell'assessorato regionale alle Politiche Sociali gestito da Rosa D'Amelio. Il progetto vede la messa in atto di quanto già stabilito in un protocollo d'intesa con la Prefettura di Caserta in riferimento ad interventi attraverso fondi provenienti dall'Asl Ce2. L'obiettivo è di inserire nel mondo del lavoro soggetti svantaggiati in ordine di concretizzazione di un progetto lavorativo con multiformi fini, come ad esempio quelli della coltura di un fondo denominato "Torre dell'ortello" confiscato al clan Nuvoletta, la cui realizzazione prevede colture d'annata come ad esempio il grano e gli ortaggi per creare uno sviluppo produttivo che si accompagna anche all'insegnamento per i disabili di tutte quelle colture le quali fino ad ora sono state soltanto di appannaggio per addetti ai lavori. Il dato importante è che tutti questi Enti con una loro responsabilità hanno dato adesione al progetto per il quale è previso, così come richiesto da parte dell'amministrazione comunale l'immediata operatività in termini di una strategia che consenta di iniziare la coltura dei terreni. Inoltre per la realizzazione di suddette attività, la cooperativa Icaro è ricorsa ad un'investimento pari a 50mila Euro per l'acquisto degli attrezzi i quali serviranno per la lavorazione del terreno, mentre il Comune di Pignataro Maggiore ha predisposto per la ristrutturazione dell'immobile una gara d'appalto con un importo di 421mila euro. A proposito dell'iniziativa dichiara l'assessore alla Sicurezza Giovanni Magliocca: "Il progetto è un grande atto di coraggio sui beni confiscati alla camorra cha si va a materializzare anche per interventi di natura pubblica. Tutto ciò è la dimostrazione che lo Stato e una parte dei cittadini sono pronti a battersi per il sociale".
Icaro: la discarica dannegia anche noi
Pubblicato sul quotidiano "Gazzetta di Caserta", del 28 novembre 2007.
Il Consorzio Icaro non 'vuole' consegnare il terreno in località Cento Moggi al commissario di Governo, ma è 'costretto a farlo'. L'impegno del Consorzio per la nascita della fattoria sociale è stato notevole e la creazione di una discarica proprio sul terreno che dovrebbe ospitare il progettoche con tanti sforziabbiamo cercato di far decollare, certamente non ci fa piacere.
Il finanziamento regionale, circa 700mila Euro, è stato utilizzatoda Comune per ristrutturare l'immobile, mentre il Consorzio Icaro, che non ha beneficiato di alcuna sovvenzione, si è occupato a proprie spese dell'arredamento dei locali, degli adeguamenti e dei lavori al terreno. In merito, poi, alle dichiarazioni del consigliere comunale Raimondo Cuccaro, il presidente del Consorzio, Gabriele Capitelli afferma: "Noi non siamo agricoltori ci occupiamo del recupero delle persone svantaggiate e del loro reintegro nel mondo del lavoro. L'agricoltura è un mezzo con il quale aiutiamo queste persone a imparare un mestiere".
Sono tanti gli obiettivi raggiunti finora. Sono già stati attivati il centro diurno per persone svantaggiate con n.7 utenti in "Budget di Salute" e un gruppo appartamento residenziale per utenti dell'ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario (O.P.G.) che al momento accoglie due utenti, affidati a noi dalla magistratura.
I terreni sono stati lavorati e sono pronti per la semina, sono stati commissionati gli acquisti di un trattore con relativi attrezzi agricoli, è stato attivato un sistema di allarme collegato con la vigilanza privata, sono stati affidati i lavori per la sistemazione dell'area perimetrale della Fattoria. La costruzione di una discarica provinciale sul sito che adesso ospita la fattoria sociale danneggia in primo luogo il Consorzio Icaro e i suoi utenti ed è per quasto che abbiamo chiesto più volte la convocazione del Tavolo di Partenariato dei soggetti firmatari del "Protocollo d'Intesa" per la realizzazione del Progetoo. L'intenzione era quella di concordare una linea strategica condivisa, oltre che dal consorzio Icaro, anche dal Comune di Pignataro Maggiore, dalla Prefettura di Caserta, dall'Associazione Libera, dall'Asl CE2, dalla Regione Campania Settore delle Politiche Sociali e Sicurezza, tutti firmatari, appunto, del "Protocollo d'Intesa".
La beffa del detenuto-terrorista, il caso rifiuti lo riporta in cella
Pubblicato sul quotidiano "La Repubblica", del 04 dicembre 2007.
Il trattore lo aveva imparato a guidare da giovanissimo. Non sapeva che un giorno quel mezzo agricolo che usava per zappare e arare la terra gli avrebbu potuto anche ridare la libertà. Ma tra lui e la libertà ci si è messa l'emergenza rifiuti. E così il sogno di Franco Stroffoli, 52 anni, di cui 20 passati nell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, si sono volatilizzati. Accusato di tentato omicidio, di anni in carcere doveva farne poco più di due. Ma la sua fine pena non si è mai realizzata , perchè la famiglia non lo ha voluto più indietro, come spesso capita in questi casi. La patente di trattorista l'aveva conseguita quando ancora lavorava nei campi della famiglia, nelle campagne tra Frosinone e Roma.
Franco, da alcuni mesi, era stato trasferito da Aversa all'Opg di Castiglione delle Stiviere, e da lì il giudice di sorveglianza del tribunale di Mantova, lo aveva affidato al distretto di salute mentale di Aversa. Poi era arrivato il progetto del Consorzio di Cooperatice Sociali, ICARO. Un progetto di una Fattoria Sociale sulle terre confiscate al clan Lubrano-Nuvoletta, a Pignataro Maggiore. Franco, con altre sette persone, era stato scelto per un percorso di formazione-lavoro nell'ambito agricolo, con un budget di cura personalizzato. L'11 novembre scorso Franco lascia l'Opg e va a vivere proprio nella Fattoria Sociale "Arianuova", in località Cento Moggi, dove un tempo ci sono passati anche mafiosi del calibro di Liggio e Totò Riina. La Fattoria era stata adeguatamente attrezzata per ospitare utenti in semiresidenza e residenza, oltre che per il deposito di attrezzi e di macchinari agricoli. Insomma, Franco aveva trovato quì la sua nuova casa e ci viveva insieme al custode. Per lui, dopo un contratto di tre mesi di formazione e lavoro, era prevista l'assunzione a tempo indeterminato in qualità di trattorista. E dunque anche la libertà.Un percorso importante che era stato apprezzato pure dall'assessore regionale ai servizi sociali, Rosa D'Amelio, che con tutte le altre autorità, Prefetto di Caserta in testa, avevano benedetto la nascita della Fattoria Sociale. Franco si sentiva come a casa sua. A tutti quelli che arrivavano lì, spiegava ogni cosa e faceva da guida. Ma due giorni fa la notifica da parte dei Carabinieri dell'ordinanza di sgomberofirmata dal Commissario Straordinario per l'emergenza rifiuti, Alessandro Pansa. Su quei terreni confiscati alla camorra, che la legge prevede siano destinati ad un uso sociale, sarà realizzata una discarica.
Pansa ha parlato di "particolare valenza in termini di riaffermazione dei principi di legalità". Dichiarazione che ha suscitato la reazione contraria dell'associazione Libera di Caserta e del direttore dell'Osservatorio provinciale sull'uso dei beni confiscati. In queste settimane Franco ha zappato e arato tutti i cento moggi di terreno, che adesso è pronto per la semina. In sella al trattore aveva zappato anche per la sua libertà. Ma ora, niente più lavoro, niente più trattore, niente più percorso riabilitativo-terapeutico. Niente di niente. Addio libertà. Franco torna in carcere.
La camorra ringrazia
Pubblicato sulla rivista "LEFT", del 07 dicembre 2007.
Lo Stato decìde di trasformare in discarica
un terreno sequestrato al clan Nuvoletta e gestito da una cooperativa. La popolazione si ribella, facendo il gioco della criminalità.
Paradosso Campania. La decisione del prefetto Alessandro Pansa, commissario per l'emergenza rifiuti della Campania, che ha proposto l'utilizzo come discarica di un bene confiscato alla camorra in località Contrada Arianova a Pignataro Maggiore, ha di fatto isolato lo Stato e rafforzato la criminalità organizzata che vede coincidere i propri interessi con quelli della maggioranza della popolazione. I terreni circostanti, infatti, sono ancora di proprietà di discendenti del clan Nuvoletta, al quale il bene era
stato sottratto. È inevitabile, quindi, una coincidenza di interessi tra chi si oppone alla discarica in nome della difesa dell'ambiente e della salute e chi, invece, oppone il suo "no" a protezione di interessi economici.
Ancora più particolare è la posizione del Consorzio Icaro. Da cinque anni sui terreni della località Cento Mogge ha fondato la Fattoria sociale, ed è costretta a convivere con confinanti in odor di criminalità, sopportando pressioni ambientali difficili da gestire: «Fino a una settimana prima della decisione del prefetto - ricordano alla Cooperativa - non riuscivamo a trovare nessuno che lavorasse per noi più di un giorno. Puntualmente, infatti, tornando a casari ceveva minacce alla propria persona o alla famiglia».
Lo scorso 19 novembre con una lettera indirizzata a Giorgio Magliocca, sindaco di Pignataro Maggiore, Pansa comunica che nel territorio del comune casertano sono state individuati due siti capaci di sostituire la discarica provinciale di Lo Uttaro, balzata agli onori della cronaca per essere stata oggetto di un sequestro per la presenza dì concentrazioni di rifiuti speciali pericolosi.
II commissario delegato indicava in una cava in calcare nei pressi della Masseria della Carità e nei «terreni in località Cento Mogge-Masseria Arianova, confiscati alla criminalità organizzata», le due opzioni possibili. Nella lettera si specificava come per entrambi i siti la costruzione degli impianti sarebbe potuta avvenire in «condizioni di assoluta sicurezza, sia per la salute pubblica sia a tutela del patrimonio ambientale». Prima di concludere il messaggio, il commissario per l'emergenza rifiuti sottolineava «come la seconda delle soluzioni prospettate (la discarica sui beni sequestrati, ndr), comportando la rapida e concreta utilizzazione di un bene confiscato alla criminalità, porti in sé una particolare valenza simbolica in termini di riaffermazione dei principi di legalità». La realtà sembra smentire questa visione. Sui terreni confiscati alla camorra è presente una falda acquifera ad almeno tre metri di profondità. È questa l'acqua che continuerà a irrigare i vastissimi terreni circostanti e che provvedere ad abbeverare gli animali delle fattorie del territorio. La valenza simbolica di destinare a discarica un bene confiscato alla camorra è riassumibile nella frase di un giovane casertano: «Lo Stato sta restituendo alla criminalità quanto gli aveva tolto». La scelta del commissariato di governo, contestata da cittadini, istituzioni locali, associazioni agricole e zootecniche, è criticata anche da Valerio Taglione del Comitato don Peppe Diana e referente per Caserta di Libera: «L'utilizzo a fini diversi del bene confiscato, non solo snatura la legge 109/96, ma penalizza ulteriormente le popolazioni interessate, perché oltre al danno devono subire anche la beffa di una discarica che non potrà che apportare ulteriori difficoltà a popolazioni che da anni subiscono il condizionamento della criminalità organizzata. L'alto valore simbolico per noi è raccogliere il grano a giugno, non il percolato. A maggior ragione che quei beni sono oramai della comunità e non più della camorra».
Nella tarda serata del primo dicembre è stata notificata al rappresentante legale della consorzio Icaro, attraverso la caserma dei carabinieri di Pignataro Maggiore, l'ordinanza (n. 425/07) di occupazione temporanea del fondo confiscato alla camorra. Il documento precisa che il passaggio degli immobili sarebbe avvenuto alle 11.00 del 3 dicembre 2007. Nel decreto si legge, tra l'altro, che «in ogni caso l'immissione in possesso avrà luogo e che in caso di resistenza attiva o passiva verrà richiesta l'assistenza delle forze dell'ordine». Di fronte alla volontà dei soci della cooperativa di raggiungere il bene assieme alle forze dell'ordine, prevedendo i blocchi che puntualmente si sono verifìcati, agli stessi soci è stato risposto: «Noi non lavoriamo per appuntamento».
Il 3 dicembre due manifestazioni, una sulla statale Casilina, in prossimità del bivio per Pignataro Maggiore, l'altra vicino a uno dei tanti accessi dell'area individuata, hanno di fatto bloccato il passaggio di consegne, lasciando il sito in una situazione di stallo. Sui terreni della località Cento Mogge è in fase di realizzazione la Fattoria sociale, affidata al comune di Pignataro Maggiore e finanziata dalla Regione con un contributo di 700.000 euro. Nella struttura è già stato attivato il centro diurno per persone svantaggiate con sette utenti in regime di "Budget di salute", che dallo scorso mese di giugno stanno effettuando un percorso di formazione lavoro nel settore agricolo. La vicenda della discarica toglie il velo anche a tragiche storie personali che proprio nel terreno destinato ad accogliere i rifiuti avevano trovato l'humus adatto a un processo di reinserimento nella società. È il caso di Franco Staffoli, 46 anni, detenuto da venti anni nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. Da dieci giorni, la magistratura lo aveva affidato al, consorzio Icaro dove, attraverso il paziente lavoro dei campi, cercava di ricominciare con una vita normale. La discarica con molta probabilità lo restituirà al passato. Staffoli ha fatto però in tempo a partecipare alla lavorazione dei terreni, pronti ormai alla semina del grano. La cooperativa Icaro ha sollecitato, fino a ora senza esito, l'istituzione di un tavolo di partenariato dei soggetti firmatari del protocollo d'intesa per la realizzazione del progetto, allo scopo di concordare una linea strategica condivisa, oltre che dal consorzio Icaro, anche dal Comune di Pignataro Maggiore, dalla prefettura, dall'associazione Libera, dall' Asl Caserta2, dai settori delle Politiche sociali e sicurezza della Regione Campania, firmatari del protocollo d'intesa. Nei dirigenti della cooperativa Icaro è forte la preoccupazione affinchè non si disattendano le aspettative dei cittadini della zona ma soprattutto di imprenditori agricoli, zootecnici e della produzione della mozzarella. Ammassate ai bordi delle strade: sparse nei campi, sono 6.000 le tonnellate di rifiuti che intasano letteralmente il territorio della provincia di Caserta, in attesa dì un possibile rimedio per il loro smaltimento.
Partono i lavori sul bene confiscato al clan Moccia
Pubblicato sui quotidiani: "Gazzetta di Caserta" e "Corriere di Caserta", del 28 Gennaio 2008.
Partono i lavori sul terreno confiscato al clan Moccia a Sessa Aurunca. Questa mattina inizieranno le operazioni di rimboschimento dell’area, in precedenza appartenente al boss Antonio Moccia, in località Maiano e restituiti al Comune di Sessa Aurunca per la realizzazione di progetti e opere a favore della promozione e valorizzazione del territorio, nonchè di implementazione dei servizi su di esso. Il terreno è stato affidato in comodato d’uso gratuito per 20 anni al Consorzio di cooperative sociali “Icaro”. Il Consorzio si è fatto carico in prima persona di elaborare e presentare alla Regione Campania un progetto relativo alla riforestazione di circa 1000 piante di alberi da legna di noci e ciliegio, il cui finanziamento è stato approvato per una somma pari a circa 80 mila euro. Durante i mesi estivi si è provveduto ad una pulizia ordinaria e straordinaria di tutti i terreni, mentre negli ultimi mesi è stato preparato il terreno per piantare gli alberi. Nel frattempo per condividere il bene confiscato con il territorio e con i cittadini locali, è stato concesso ad un’associazione locale di collocare su una parte del terreno inutilizzata dalle attività del progetto, un capannone rimovibile e temporaneo per l’allestimento e la costruzione dei carri allegorici in preparazione del Carnevale.
Il Consorzio Icaro rende pubblica la documentazione sui beni confiscati alla criminalità
Pubblicato sui quotidianio: "Buongiorno Caserta", "Gazzetta di Caserta" e "Corriere di Caserta"
del 05 Febbraio 2008.
La trasparenza nella gestione dei beni confiscati al primo posto per il Consorzio Icaro. Il Consorzio di cooperative sociali Icaro ha deciso di rendere di dominio pubblico tutta la documentazione e tutti gli atti prodotti in questi anni di gestione dei beni confiscati alla criminalità. All’indirizzo internet www.consorzioicaro.org, nella sezione ‘Beni confiscati’, è possibile prendere visione di tutto l’excursus dei fatti relativi al sito ‘Area Nova’ di Pignataro Maggiore, nonché di quelli di Castel Volturno e Sessa Aurunca. Presto, inoltre, la sezione verrà completata con tutte le informazioni relative agli altri beni confiscati alla camorra e affidati a Icaro. Questa nuova parte del sito nasce dall’esigenza di rendere tutti partecipi dell'importanza dei progetti realizzati negli anni sui beni confiscati alla criminalità. In questo modo, inoltre, sarà possibile avere notizia di tutte le attività realizzate. Il Consorzio Icaro, crede fortemente che la gestione dei beni confiscati sia un momento di importante crescita non solo per le cooperative che si impegnano a trasformare in un progetto di utilità sociale ciò che fino a quel momento ha rappresentato il segno tangibile e spesso l'ostentazione del potere e della ricchezza delle famiglie camorristiche, ma che sia, nello stesso tempo, esercizio di buona prassi per coinvolgere, anche attraverso l’informazione e la trasparenza degli interventi posti in essere, la comunità locale e il cittadino. I beni requisiti, dunque, come patrimonio per tutta la collettività e dimostrazione concreta della presenza dello Stato di diritto anche in Campania, terra martoriata, ormai da secoli, dalla criminalità organizzata.
Al via i lavori del pescheto confiscato
Pubblicato sul quotidiano "Buongiorno Caserta", dell' 8 febbraio 2008.
Questa mattina alle ore 10.30 inizieranno i lavori nel pescheto confiscato al clan Ligato a Pignataro Maggiore. Il Consorzio Icaro, in collaborazione con il Comune di Pignataro e la Confederazione Italiana Agricoltori di Caserta, e con il patrocinio della Prefettura di Caserta, darà il via alle operazioni che consentiranno di rendere produttivo il pescheto confiscato dallo Stato alla criminalità organizzata. Intenzione del Consorzio, che gestisce il bene sito in via Conte, è di restituire alla comunità locale il maltolto, attraverso la condivisione di tutte le attività realizzate. Tutti i cittadini, infatti, sono stati invitati a partecipare alla manifestazione di questa mattina.
Un campo di pesche sulla terra confiscata a Ligato
Pubblicato suL quotidiano "Corriere di Caserta", delL' 8 Febbraio 2008.
Accanto a un fabbricato rurale, su un appezzamento di terreno confiscato alla famglia Ligato, nasceranno le pesche. L'iniziativa è del Consorzio Icaro, che in coliaboràzione con il Comune di Pignataro e la Confederazione Italiana Agricoltori di Caserta, e con il patrocinio della Prefettura di Caserta, darà il via, questa mattina, alle operazioni che consentiranno di rendere produttivo il pescheto confiscato dallo Stato alla criminalità organizzata
L'intenzione del Consorzio, che gestisce da alcuni anni il bene sito in via Conte, è quello di restituire alla comunità il maltolto, attraverso la condivisione di tutte le attività realizzate. Tutti i cittadini, infatti, sono stati invitati a partecipare alla manifestazione che si terrà stamattina e con la quale verrà avviata la bonifica del terreno. Accanto al pescheto, invece, sorge la villa, anch'essa confiscata, che si presentava in condizioni di degrado. Per questo motivo il Consorzio, dopo esserne entrato in possesso, ha predisposto un piano per l'adeguamento e la ristrutturazione dello stabile destinato a diventare una delle "Casa di Accoglienza", che rientrano nell'ambito delle attività consortili. Incluso nel progetto di riutilizzo dello stabile anche quello del pescheto i cui prodotti saranno destinati alla comunità.
Iniziato il recupero del pescheto confiscato a Ligato
Pubblicato suL quotidiano "Corriere di Caserta", del 9 Febbraio 2008.
Il recupero del pescheto confiscato al clan Ligato in via Conte è iniziato. Ieri mattina, alla presenza dei rappresentanti e degli operatori del Consorzio Icaro e delle cooperative sociali ‘Aria Nova’, ‘Il Faro’, ‘Fortuna’, ‘Sole e Luna’ e ‘Agropoli’ sono stati avviati i lavori di pulizia del terreno coltivato a pescheto. Il consorzio Icaro ha invitato tutta la cittadinanza a partecipare all’iniziativa mediante manifesti affissi anche nei comuni limitrofi a Pignataro Maggiore, offrendo la possibilità, a chiunque fosse interessato, di far parte della cooperativa che gestisce il bene confiscato, in modo da poter contribuire direttamente al riutilizzo della proprietà per fini sociali. L’estensione del campo ha richiesto diverse ore di lavoro del trattorista, inviato dalla Confederazione Italiana Agricoltori, su richiesta della Prefettura di Caserta. Tutti i presenti si sono dati un gran da fare per ripulire dalle erbacce anche il piazzale antistante la villa confiscata alla famiglia Ligato e il bordo della grande piscina, situata proprio di fronte all’immobile tra palme e una rigogliosa vegetazione. La villa, subito dopo la confisca e prima che fosse assegnata al Consorzio, è stata completamente vandalizzata dalla criminalità organizzata, che ha cercato così di dimostrare il proprio potere in base al principio ‘se non posso utilizzarla io, non deve farlo nessuno. Sono stati infatti divelti tutti gli infissi, distrutti sanitari, pavimenti, pareti, parte delle scale interne ed anche il grande camino che si trova in quella che una volta doveva essere la cantinola. Nel garage, poi, o in quello che ne resta, è stato dato fuoco ad alcune vetture e l’esplosione ha provocato danni ingentissimi all’immobile, che è in parte inagibile. Il Consorzio Icaro ha così aperto la strada della riqualificazione del bene, nel tentativo di restituire alla collettività e alla popolazione locale quanto loro sottratto.