Una nuova sfida...
Il Consorzio di cooperative sociali “Icaro”, nell'ambito della propria “mission operativa”, come organo di senso capace di captare le esigenze e risorse del territorio regionale, ha sentito il dovere morale di affrontare la sfida della legalità, mettendosi a disposizione come organizzazione capace di attivare e gestire progetti di riutilizzo dei beni, in un'ottica di rivalutazione non solo di un territorio ma anche di promozione delle persone svantaggiate, curandone l'inserimento lavorativo. Inoltre, al fine proprio di costruire una rete forte con chi si oppone al mondo camorristico ha aderito in qualità di socio, condividendone i principi, all’Associazione “Libera, nomi e numeri contro le mafie”, presentando domanda di adesione in data 17 Aprile 2002 e assumendo, di fatto, la responsabilità di primo socio in provincia di Caserta.
Questa nuova sezione del sito del Consorzio “Icaro” nasce, dunque, dall’esigenza di rendere tutti partecipi dell'importanza dei progetti realizzati negli anni sui beni confiscati alla criminalità organizzata e di condividerne i processi e gli interventi attuati per la loro concretizzazione.
In questo modo sarà possibile avere notizia di tutte le attività realizzate.
Il Consorzio Icaro, crede fortemente, infatti, che la gestione dei beni confiscati sia un momento di importante crescita non solo per le cooperative che si impegnano a trasformare in un progetto di utilità sociale ciò che fino a quel momento ha rappresentato il segno tangibile e spesso l'ostentazione del potere e della ricchezza delle famiglie cammorristiche, ma che sia, nello stesso tempo, esercizio di buona prassi per coinvolgere, anche attraverso l’informazione e la trasparenza degli interventi posti in essere, la comunità locale e il cittadino in generale alla riappropriazione prima di tutto “mentale” di un bene alla collettività.
I beni requisiti, dunque, come patrimonio per tutta la comunità e dimostrazione concreta della presenza dello Stato di diritto anche in Campania, terra martoriata, ormai da secoli, dalla criminalità organizzata.
La filosofia d’intervento della legge 109 del 7 Marzo 1996
La Legge 109 del 7 Marzo 1996 sancisce questo principio di restituzione del bene alla comunità e ne inverte il senso del suo utilizzo: da “privato” a “sociale”; l’art. 2 della suddetta Legge al punto 2 recita, infatti:
“i beni immobili sono:
a) mantenuti al patrimonio dello stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile;
b) trasferiti al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, per finalità istituzionali o sociali...”.
E ancora “…il comune può amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a comunità, ad enti, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n.266, e successive modificazioni, a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, o a comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del presidente della repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
(…)
c) trasferiti al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, se confiscati per il reato di cui all'articolo 74 del citato testo unico approvato con decreto del presidente della repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.il comune può amministrare direttamente il bene oppure, preferibilmente, assegnarlo in concessione, anche a titolo gratuito, secondo i criteri di cui all'articolo 129 del medesimo testo unico, ad associazioni, comunità o enti per il recupero di tossicodipendenti operanti nel territorio ove è sito l'immobile”.
La filosofia d’intervento che muove la L.109/96 traccia così il ruolo del terzo settore, che diventa essenzialmente il braccio operativo per realizzare progetti di “utilità sociale” e non semplicemente di “utilità produttiva”. Questo assunto chiarisce, pertanto, la legittimità degli interventi posti in essere dal Consorzio “Icaro” e l’adesione alla stessa legge:qui non si tratta, infatti, di mettere semplicemente in attivo e rendere produttivi immobili e/o terreni destinati ad es. alla raccolta di frutta o quant’altro, ma si tratta soprattutto di utilizzare “ il bene” come risorsa e strumento di promozione a favore delle fasce svantaggiate. Il cuore della Legge non è la quantità di “prodotto” che da quel bene si ricava o si ricaverà ma la “qualità di come” quel bene è stato ad esempio strumento per realizzare un “approccio ergoterapico” per i disabili, o i tossicodipendenti ecc….
Gli alberi della memoria e dell'impegno
26 febbraio 2008
Una folla commossa ha reso omaggio alle 90 vittime della camorra in Campania. Ieri mattina, in località Maiano a Sessa Aurunca, nell’ambito della manifestazione ‘Gli alberi della memoria e dell’impegno’ è stato inaugurato il ‘Giardino della memoria’. L’evento, organizzato dal Consorzio Icaro e dalla cooperativa ‘Al di là dei sogni’, con il patrocinio della Regione Campania, della Prefettura di Caserta, del Comune di Sessa Aurunca e con la collaborazione dell’associazione Libera, dell’associazione ‘I Corsari’ di Maiano e della Confederazione Italiana Agricoltori, ha visto la partecipazione di oltre quattrocento persone che hanno voluto dimostrare con la propria presenza un impegno comune nella lotta alla criminalità organizzata. In un’atmosfera di festa, i ragazzi delle scuole medie di Cascano, della ‘Caio Lucilio’ e della ‘De Santis’ di Sessa Aurunca, della scuola media
di Cellole e della ‘Leonardo Da Vinci’ di Mondragone sono stati protagonisti di una giornata dedicata al ricordo di coloro che hanno perso la vita per aver lottato per il rispetto dei valori della legalità e della giustizia. Dopo il discorso di apertura del Responsabile Beni confiscati del Consorzio Icaro, Simmaco Perillo, e del presidente del Consorzio, Gabriele Capitelli, impegnati da tempo nella gestione di proprietà sottratte alla criminalità, a fare gli onori di casa è stato il primo cittadino di Sessa Aurunca, Luciano Di Meo, che ha ricordato ai presenti l’importanza della sinergia tra le istituzioni e la collettività, garantendo l’appoggio dell’amministrazione ai progetti destinati al riutilizzo dei possedimenti della malavita. Intenso e denso di partecipazione il discorso del viceprefetto Gerlando Iorio che si è fatto portavoce del lavoro quotidiano della Prefettura nella lotta alla criminalità e dell’importanza del riutilizzo dei beni confiscat
i alla camorra, come simbolo della voglia di riscossa di un territorio martoriato. Dal palco, all’interno del capannone allestito per l’occasione dai ragazzi delle cooperative, non hanno voluto mancare di far sentire la propria presenza e la propria adesione a questo importante progetto anche i rappresentanti dell’Assessorato alla Sicurezza della Regione Campania, Enrico Tedesco e la dottoressa Mascolo, il luogotenente della Guardia di Finanza, Palmieri, la funzionaria dell’Asl Ce2, dottoressa Celani, il presidente e il rappresentante
della Confederazione Italiana Agricoltori, Ciardiello e D’Alterio, Valerio Taglione dell’associazione Libera e lo scrittore Sergio Nazzaro. In prima fila tra il pubblico anche il sindaco di Cellule, Antonio Lepore, il commissario di polizia di Sessa Aurunca, Giovanni Stagliano, il capitano dei carabinieri Francesco Asselta, e per l’amministrazione comunale di Sessa Aurunca anche il vicesindaco, Gianluca Sasso, gli assessori Passaretta, Marcigliano e Fusco e i consiglieri Capezzuto e Testa. A chiudere il commovente discorso il responsabile del coordinamento regionale dei familiari delle vittime della camorra, Lorenzo Clemente. Clemente ha voluto ricordare il valore intrinseco di manifestazioni
di questo genere, in grado di rendere omaggio a coloro che, proprio perché impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, sono stati barbaramente uccisi. Con un grande applauso quattrocento persone hanno salutato le famiglie delle vittime presenti alla manifestazione: Nuvoletta, Vallefuoco, Lambra e Diana. Compito dei ragazzi delle scuole, quindi, è stato quello ricordare una ad una, di fronte ad una folla commossa, le novanta persone cui il parco è stato dedicato e il cui nome campeggerà sugli alberi che il Consorzio Icaro ha fatto piantare sul bene confiscato al clan Moccia. Simbolicamente il primo albero è stato intitolato a Don Peppe Diana. Come ricordo, ma anche come segno tangibile della volontà di intraprendere un cammino di legalità, è stato regalato a ciascuno dei presenti un sacchetto contenente un mucchietto di terra, proprio quella terra che lo Stato ha sottratto alla camorra perché diventasse patrimonio comune. Compatto il ‘fronte della legalità’ ha tagliato il nastro del parco, inaugurando così il primo ‘Giardino della memoria’ della Regione Campania.